Lo sappiamo ma non agiamo di conseguenza: Pisa esprime un patrimonio e una vivacità culturali enormi (università tra le più antiche e prestigiose, beni culturali di primo rilievo, musei e collezioni pubblici e privati di grande valore, un panorama teatrale articolato e da sempre significativo e vario, tradizione cinematografica, editoria, associazionismo, culture urbane, giovane creatività in ogni campo), una ricchezza di esperienze, competenze, saperi e creatività che non vengono abbastanza percepiti né valorizzati dalle istituzioni e dalla stessa cittadinanza. Pisa è una città di cultura in cui paradossalmente le politiche per la cultura sono carenti e inadeguate. E in cui i produttori di cultura, da quelli più consapevoli e strutturati a quelli più spontanei e indipendenti, non riescono a crescere sia per una genericamente diffusa carenza progettuale in sé, sia per la mancanza di adeguati strumenti di conoscenza e interevento da parte dell’amministrazione, prima ancora che di risorse (comunque inaccettabilmente scarse per un settore così portante della città).Gli operatori e produttori di cultura di ogni ambito e dimensione sono profondamente e da lungo tempo insoddisfatti e reclamano da parte della politica e delle istituzioni la giusta attenzione e competenza: una politica culturale coraggiosa e consapevole, strumenti di intervento adeguati.Da parte loro, coloro che la cultura la fanno e/o la gestiscono, dovrebbero fare un’analisi di coscienza e innalzare il loro livello di qualità: di idee, di capacità di gestione, di progettualità, di professionalità, di dialogo e collaborazione con i consimili, di sostenibilità…Alla luce della indiscussa necessità di rilanciare la cultura a Pisa, occorre:• sostenere la cultura tra le priorità nell’agenda politica dell’amministrazione comunale: cultura come investimento e veicolo di sviluppo• conoscere bene tutte le forme di cultura e creatività che Pisa esprime• mettere a punto strumenti competenti di monitoraggio e valutazione• creare un dialogo permanente tra amministrazione e operatori• elaborare una strategia di sviluppo mirata e incisiva, di medio e lungo termine• fare delle scelte• innalzare il livello delle attività, del confronto, della progettualità, delle politiche culturaliAlcune proposte:1. creare un tavolo di confronto e lavoro permanente tra amministratori e operatori, rappresentativi delle diverse realtà culturali e creative pisane2. mettere a punto forme di monitoraggio e valutazione competenti e avanzate, così da potere monitorare l’esistente, valutare il grado di crescita, efficacia, incisività delle attività e il rapporto tra ciò che ricevono e ciò che restituiscono alla città, così da potere meglio effettuare delle scelte ed indirizzare strumenti di intervento adeguati. Fondamentale è la trasparenza dei processi e delle scelte3. avviare processi di partecipazione, affinché le decisioni di interesse collettivo siano condivise in tempo utile (attivare forme di consultazione su scelte e processi di sviluppo; sistema informativo capillare ed efficace, etc.)4. avviare un metodo di lavoro basato sulla progettualità e le strategie di sviluppo: individuando i settori di intervento e intercettando gli ambiti tangenti (turismo, imprenditoria, nuove tecnologie, ricerca, welfare, intercultura, sociale, istruzione, ecc.) e le relative opportunità; avvalendosi di competenze specifiche per settore presenti tra gli stessi operatori nonché di adeguate competenze tecniche; mutuando da buone pratiche, in Italia e all’estero5. attivare in seno all’amministrazione un lavoro permanente di ricerca di risorse per la cultura: fondi europei ed internazionali, partnership tra pubblico e privato, fondazioni bancarie, project financing, etc.6. diversificare le forme di intervento dell’amministrazione (risorse finanziarie, risorse strumentali, spazi, opportunità formative, opportunità progettuali, ecc.)7. prevedere interventi di formazione continua per innalzare il livello di competenze (sia per gli operatori culturali, che per i funzionari della Pubblica Amministrazione)8. attuare e sostenere una politica degli spazi per la cultura, la creatività, la socializzazione adeguata a rispondere a tutti i bisogni che la città esprime e reclama, in consultazione con gli interessati (a cominciare dalla revisione e rilancio della Stazione Leopolda e di Rebeldia, ma anche di contesti stagionali quali Argini&Margini, il Giardino Scotto e altre esperienze, e di istituzioni cittadine e spazi culturali pubblici e privati – Teatro Verdi, CinemaTeatroLux, Sant’Andrea; nonché sul territorio provinciale – La Città del Teatro a Cascina, il nuovo Teatro Era a Pontedera, ecc.).